Presentazione

Lo Sport è un diritto di tutti. Non è scritto nella Costituzione, della quale, con rispetto, riteniamo sia una carenza, ma lo diciamo noi. I pur lungimiranti Padri della Costituzione non potevano minimamente immaginare che proprio l’attività fisica sarebbe diventata uno dei bisogni dell’umanità.

Nell’emisfero Nord del mondo la più grave carenza non è il cibo, o l’acqua, o la libertà: è la carenza di moto, altrimenti detta sedentarietà.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità – organismo dell’ONU – già all’inizio del terzo millennio aveva inviato una raccomandazione ai Paesi “ricchi” nella quale si afferma che i loro cittadini avevano bisogno di svolgere molta attività fisica per combattere gli effetti della sedentarietà e di altri vizi moderni.

È un motivo per cui riteniamo che lo sport sia un diritto; ma ce ne sono altri: con lo sport si sta insieme, si socializza, si cerca il proprio benessere psicofisico, si prevengono le malattie e ci si libera dallo stress e si realizzano le proprie capacità.

La Nuova Atletica 87 è un’associazione di Sport Cultura e Tempo Libero, che organizza l’attività fisico-sportiva per tutti.

martedì 1 settembre 2015

Una riflessione partendo da un articolo di Goffredo Parise


La nostra è un'associazione di Sport, Cultura e Tempo Libero.
Pratichiamo lo sport tutti i giorni considerandolo una componente culturale e un diritto dell'uomo. Per tale ragione organizziamo degli incontri di storia dello sport e siamo molto critici nei confronti dello "sport spettacolo", della esasperata ricerca delle prestazioni che porta alluso di mezzi illeciti, dell'agonismo sopra tutti.
Collaboriamo con Legambiente per diffondere una cultura che sia rispettosa della Terra Madre e il 27 settembre organizzeremo "Puliamo il Mondo" nel nostro quartiere.
Ma non basta e affinché la nostra associazione sia promotrice di una cultura dell'umanità vi proporremo piccoli passi di uomini di cultura che ci aiutino ad approfondire il pensiero su noi stessi e sul prossimo.
Grazie all'associazione culturale di Gratosoglio Camerasudmilano, e al suo artefice Nino Romeo, vi proponiamo questa "scossa" di Goffredo Parise.


Questo è un articolo di Goffredo Parise tratto dalla rubrica che lo scrittore tenne sul "Corriere della sera" dal 1974 al 1975. Si trova nell'antologia "Dobbiamo disobbedire", a cura di Silvio Perrella, edita da Adelphi. Questo articolo apparve il 30 giugno 1974, ed è straordinario. Una meraviglia di stile e di pensiero di questo autore sicuramente libero e lontano da ogni appartenenza politica e salottiera. Rappresenta per noi oggi uno schiaffo contro la nostra inerzia.

«Questa volta non risponderò ad personam, parlerò a tutti, in particolare però a quei lettori che mi hanno aspramente rimproverato due mie frasi: «I poveri hanno sempre ragione», scritta alcuni mesi fa, e quest'altra: «il rimedio è la povertà. Tornare indietro? Sì, tornare indietro», scritta nel mio ultimo articolo.
Per la prima volta hanno scritto che sono "un comunista", per la seconda alcuni lettori di sinistra mi accusano di fare il gioco dei ricchi e se la prendono con me per il mio odio per i consumi. Dicono che anche le classi meno abbienti hanno il diritto di "consumare".
Lettori, chiamiamoli così, di destra, usano la seguente logica: senza consumi non c'è produzione, senza produzione disoccupazione e disastro economico. Da una parte e dall'altra, per ragioni demagogiche o pseudo-economiche, tutti sono d'accordo nel dire che il consumo è benessere, e io rispondo loro con il titolo di questo articolo.
Il nostro paese si è abituato a credere di essere (non ad essere) troppo ricco. A tutti i livelli sociali, perché i consumi e gli sprechi livellano e le distinzioni sociali scompaiono, e così il senso più profondo e storico di "classe". Noi non consumiamo soltanto, in modo ossessivo: noi ci comportiamo come degli affamati nevrotici che si gettano sul cibo (i consumi) in modo nauseante. Lo spettacolo dei ristoranti di massa (specie in provincia) è insopportabile. La quantità di cibo è enorme, altro che aumenti dei prezzi. La nostra "ideologia" nazionale, specialmente nel Nord, è fatta di capannoni pieni di gente che si getta sul cibo. La crisi? Dove si vede la crisi? Le botteghe di stracci (abbigliamento) rigurgitano, se la benzina aumentasse fino a mille lire tutti la comprerebbero ugualmente. Si farebbero scioperi per poter pagare la benzina. Tutti i nostri ideali sembrano concentrati nell'acquisto insensato di oggetti e di cibo. Si parla già di accaparrare cibo e vestiti. Questo è oggi la nostra ideologia. E ora veniamo alla povertà.
Povertà non è miseria, come credono i miei obiettori di sinistra. Povertà non è "comunismo", come credono i miei rozzi obiettori di destra.
Povertà è una ideologia, politica ed economica. Povertà è godere di beni minimi e necessari, quali il cibo necessario e non superfluo, il vestiario necessario, la casa necessaria e non superflua. Povertà e necessità nazionale sono i mezzi pubblici di locomozione, necessaria è la salute delle proprie gambe per andare a piedi, superflua è l'automobile, le motociclette, le famose e cretinissime "barche".
Povertà vuol dire, soprattutto, rendersi esattamente conto (anche in senso economico) di ciò che si compra, del rapporto tra la qualità e il prezzo: cioè saper scegliere bene e minuziosamente ciò che si compra perché necessario, conoscere la qualità, la materia di cui sono fatti gli oggetti necessari. Povertà vuol dire rifiutarsi di comprare robaccia, imbrogli, roba che non dura niente e non deve durare niente in omaggio alla sciocca legge della moda e del ricambio dei consumi per mantenere o aumentare la produzione.
Povertà è assaporare (non semplicemente ingurgitare in modo nevroticamente obbediente) un cibo: il pane, l'olio, il pomodoro, la pasta, il vino, che sono i prodotti del nostro paese; imparando a conoscere questi prodotti si impara anche a distinguere gli imbrogli e a protestare, a rifiutare. Povertà significa, insomma, educazione elementare delle cose che ci sono utili e anche dilettevoli alla vita. Moltissime persone non sanno più distinguere la lana dal nylon, il lino dal cotone, il vitello dal manzo, un cretino da un intelligente, un simpatico da un antipatico perché la nostra sola cultura è l'uniformità piatta e fantomatica dei volti e delle voci e del linguaggio televisivi. Tutto il nostro paese, che fu agricolo e artigiano (cioè colto), non sa più distinguere nulla, non ha educazione elementare delle cose perché non ha più povertà.
Il nostro paese compra e basta. Si fida in modo idiota di Carosello(vedi Carosello e poi vai a letto, è la nostra preghiera serale) e non dei propri occhi, della propria mente, del proprio palato, delle proprie mani e del proprio denaro. Il nostra paese è un solo grande mercato di nevrotici tutti uguali, poveri e ricchi, che comprano, comprano, senza conoscere nulla, e poi buttano via e poi ricomprano. Il denaro non è più uno strumento economico, necessario a comprare o a vendere cose utili alla vita, uno strumento da usare con parsimonia e avarizia. No, è qualcosa di astratto e di religioso al tempo stesso, un fine, una investitura, come dire: ho denaro, per comprare roba, come sono bravo, come è riuscita la mia vita, questo denaro deve aumentare, deve cascare dal cielo o dalle banche che fino a ieri lo prestavano in un vortice di mutui (un tempo chiamati debiti) che danno l'illusione della ricchezza e invece sono schiavitù. Il nostro paese è pieno di gente tutta contenta di contrarre debiti perché la lira si svaluta e dunque i debiti costeranno meno col passare degli anni.
Il nostro paese è un'enorme bottega di stracci non necessari (perché sono stracci che vanno di moda), costosissimi e obbligatori. Si mettano bene in testa gli obiettori di sinistra e di destra, gli "etichettati" che etichettano, e che mi scrivono in termini linguistici assolutamente identici, che lo stesso vale per le ideologie. Mai si è avuto tanto spreco di questa parola, ridotta per mancanza di azione ideologica non soltanto a pura fonia, a flatus vocis ma, anche quella, a oggetto di consumo superfluo.
I giovani "comprano" ideologia al mercato degli stracci ideologici così come comprano blue jeans al mercato degli stracci sociologici (cioè per obbligo, per dittatura sociale). I ragazzi non conoscono più niente, non conoscono la qualità delle cose necessarie alla vita perché i loro padri l'hanno voluta disprezzare nell'euforia del benessere. I ragazzi sanno che a una certa età (la loro) esistono obblighi sociali e ideologici a cui, naturalmente, è obbligo obbedire, non importa quale sia la loro "qualità", la loro necessità reale, importa la loro diffusione. Ha ragione Pasolini quando parla di nuovo fascismo senza storia. Esiste, nel nauseante mercato del superfluo, anche lo snobismo ideologico e politico (c'è di tutto, vedi l'estremismo) che viene servito e pubblicizzato come l'élite, come la differenza e differenziazione dal mercato ideologico di massa rappresentato dai partiti tradizionali al governo e all'opposizione. L'obbligo mondano impone la boutiqueideologica e politica, i gruppuscoli, queste cretinerie da Francia 1968, data di nascita del grand marché aux puces ideologico e politico di questi anni. Oggi, i più snob tra questi, sono dei criminali indifferenziati, poveri e disperati figli del consumo.
La povertà è il contrario di tutto questo: è conoscere le cose per necessità. So di cadere in eresia per la massa ovina dei consumatori di tutto dicendo che povertà è anche salute fisica ed espressione di se stessi e libertà e, in una parola, piacere estetico. Comprare un oggetto perché la qualità della sua materia, la sua forma nello spazio, ci emoziona.
Per le ideologie vale la stessa regola. Scegliere una ideologia perché è più bella (oltre che più "corretta", come dice la linguistica del mercato degli stracci linguistici). Anzi, bella perché giusta e giusta perché conosciuta nella sua qualità reale. La divisa dell'Armata Rossa disegnata da Trotzky nel 1917, l'enorme cappotto di lana di pecora grigioverde, spesso come il feltro, con il berretto a punta e la rozza stella di panno rosso cucita a mano in fronte, non soltanto era giusta (allora) e rivoluzionaria e popolare, era anche bella come non lo è stata nessuna divisa militare sovietica. Perché era povera e necessaria. La povertà, infine, si cominci a impararlo, è un segno distintivo infinitamente più ricco, oggi, della ricchezza. Ma non mettiamola sul mercato anche quella, come i blue jeans con le pezze sul sedere che costano un sacco di soldi. Teniamola come un bene personale, una proprietà privata, appunto una ricchezza, un capitale: il solo capitale nazionale che ormai, ne sono profondamente convinto, salverà il nostro paese».
Manca ormai pochissimo agli inizi degli allenamenti!! Nell'attesa vi proponiamo una foto della vacanza all'Alpe Devero che si è svolta quest'estate coi nostri giovani ragazzi (a breve ce ne saranno molte altre!)

 

domenica 12 luglio 2015

STAGIONE SPORTIVA 2014/2015

E con la fine di giugno si è conclusa la stagione sportiva per i nostri giovani atleti (i più grandi sono carichi per scendere ancora in gara); un'ottima annata di allenamenti, gare e pizzate, con i nostri giovani instancabili che non sono mai mancati neanche con la fine della scuola e il caldo dell'estate. Ci teniamo a fare i complimenti a tutti, gli atleti, gli istruttori, il nostro presidente Luciano; stiamo creando le basi per un ottimo futuro e speriamo che ciò che abbiamo visto quest'anno si possa replicare e, perchè no, migliorare l'anno prossimo. Ci vediamo i primi di settembre per la ripresa degli allenamenti!!

Seguite anche la nostra pagina facebook per vedere molte altre foto

 
 
PIZZATA 2015

E con un po' di ritardo ritorniamo a pubblicare sul nostro blog; con la fine dell'anno sportivo dei nostri giovani atleti ci siamo dedicati una bellissima serata di relax e compagnia alla cascina caiella, dove ci siamo gustati un ottimo giropizza e una macedonia con gelato davvero superba. Una serata e una location perfetta, con i nostri giovani atleti e le loro famiglie che hanno potuto vedere con i loro occhi il fine della nostra società, cioè l'unione e il gruppo, che va oltre lo sport


 
 

giovedì 18 giugno 2015



PREMIAZIONE DEI GIOCHI STUDENTESCHI SUD MILANO ORGANIZATI DALLA NUOVA ATLETICA 87

Lo scorso 30 maggio, presso la sala Collegio Docenti dell’Istituto Varalli, si sono svolte le premiazioni dei Giochi Studenteschi Sud Milano, patrocinati dalla Zona 5 e dall’USR. Erano presenti Dirigenti, Docenti e Studenti in rappresentanza degli Istituti partecipanti, la prof. Luisa Gerosa presidente della Commissione Educazione del Consiglio di Zona 5, il prof. Giuseppe Deiana dell’Associazione  Centro Comunitario Puecher. C’erano naturalmente gli studenti premiati e molti genitori e gli studenti che hanno avuto il compito, assolto in modo ineccepibile, di rappresentare gli Istituti.
La vice preside del Varalli, prof. Teresa Caputo, ha salutato i presenti ricordando che è il terzo anno che il Varalli ospita questa premiazione e rimarcando il valore della collaborazione tra scuola e territorio. Successivamente il prof. Luciano Bagoli, presidente della società sportiva Nuova Atletica 87, che da trentuno anni organizza i Giochi, ha esposto ai presenti il valore educativo di queste iniziative scolastiche. Per mezzo dello sport, che per i giovani è un linguaggio universale, all’inizio i Giochi accoglievano i ragazzi provenienti dal Sud del nostro Paese, ora accolgono giovani provenienti da oltremare. E’ il grande lavoro svolto dai docenti di educazione fisica, spesso non adeguatamente considerato per la sua valenza educativa e pedagogica. La presenza dei giovani provenienti da molti Paesi è la tangibile dimostrazione di questa affermazione.
E’ stato inoltre spiegato che il motivo per cui alcune manifestazioni sono dedicate alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo e a Giancarlo Puecher, giovane partigiano Cattolico giustiziato dai fascisti, sta nel fatto che lo sport non può essere “fuori dal mondo” e che in particolare lo sport come momento di accoglienza e amicizia ha le sue radici nell’Italia democratica e costituzionale. Per rendere ancora più forti questi messaggi e questo impegno, viene posto in risalto che la Nuova Atletica 87 è un’associazione di Sport Cultura e Tempo Libero associata a Libera, l’associazione che lotta contro le mafie fondata da don Ciotti trenta anni fa, e sponsorizza il Mercato Equo e Solidale.
Il quadro dei Giochi Studenteschi Sud Milano si sintetizza in questi numeri: 11 scuole medie di Milano, Basiglio, Locate Triulzi, Opera, Rozzano; 6 scuole superiori, 5 scuole elementari di Rozzano. Complessivamente circa quattromila studenti partecipanti a 10 manifestazioni svolte nei centri sportivi Carraro, Vismara e in alcuni casi nelle scuole.
S’è poi proceduto alle premiazioni effettuate dagli ospiti Luisa Gerosa e Giuseppe Deiana.
La Coppa Liberazione, per le scuole medie, è stata vinta dalla scuola media di Opera.
La Coppa Puecher, è stata vinta dal Liceo Allende per la classifica generale, mentre la Coppa Puecher per la classifica femminile è stata vinta dall’Istituto Varalli e la Coppa Puecher maschile dal Torricelli.
Sono stati assegnati i medaglioni “Studentessa sportiva – Studente sportivo” agli studenti distintisi nello studio e nello sport. 



PREMIAZIONI GIOCHI SPORTIVI STUDENTESCHI SUD MILANO 2015
SCUOLE SUPERIORI
Sono assegnate le COPPE PUECHER ai seguenti Istituti:
COPPA PUECHER GENERALE               LICEO ALLENDE
COPPA PUECHER FEMMINILE              ISTITUTO VARALLI
COPPA PUECHER MASCHILE                ISTITUTO TORRICELLI

SONO PREMIATI CON TARGA DI PARTECIPAZIONE GLI ISTITUTI
Liceo Scientifico ALLENDE
Istituto ALLENDE-CUSTODI
Istituto KANDINSKY
Liceo Classico TITO LIVIO
Istituto TORRICELLI
Istituto VARALLI

Medaglione ai migliori studenti sportivi assegnati dalla nuova atletica 87
ELEONORA GAROSI                    LICEO SCIENTIFICO SALVADOR ALLENDE
FEDERICO MIGLIAROTTI           LICEO SCIENTIFICO SALVADOR ALLENDE

SCUOLE MEDIE
COPPA LIBERAZIONE:          SCUOLA MEDIA GIOVANNI XXIII DI OPERA                      
E’ stata assegnata una arga di partecipazione alle scuole medie partecipanti: ILARIA, ALPI, ARCADIA, BASIGLIO, CURIEL ROZZANO, GEMELLI, GIOVANNI XXIII OPERA, GRAMSCI, DON MILANO LOCATE TRIULZI, ELSA MORANTE, SANDRO PERTINI, THOUAR GONZAGA
Sono stati premiati con medaglione della Nuova Atletica 87 gli studenti sportivi i cui nominativi sono stati proposti dalle scuole

KEREN SCORTSARU                  STEVE HERRERA                        ILARIA ALPI

IRIS CERATI                                   MIRKO RIZZI                 SCUOLA MEDIA ARCADIA    
    
FESTA ANNA CHIARA                FRANCESCHI NICOOLO   I.C. BASIGLIO MILANO 3                    
MELISSA BARBIERI                     ANDREA ANNALORO      EUGENIO CURIEL ROZZANO   
 
ASIA PINTUS                                 ALESSIO CREMONA        AGOSTINO GEMELLI                   
ARIOLI FRANCESCA                   LUCA OLIVERI                   GIOVANNI  XXIII OPERA                       
CERRAI MARGHERITA               YOUSIF EL GHAZALY      ANTONIO GRAMSCI                  
DENISE BREVI                              ROBERTO CURTI             DON MILANI LOCATE TRIULZI
 
ALICE FACCO                                CRISTIAN DE SENA         ELSA MORANTE
                
LETIZIA ANCONA                         WILLIAM TARANTOLA    SANDRO PERTINI





martedì 9 giugno 2015

CAMPIONATI PROVINCIALI DI PROVE MULTIPLE
BESANA BRIANZA 07/06/2015

Senza ombra di dubbio la gara più impegnativa per la stagione, accompagnata da un sole bollente che ha picchiato tutta la mattinata. Ma ne usciamo pienamente soddisfatti!! Il nostro Simone riesce a ottenere il sesto posto, tra gli iscritti alla provincia di Milano, nell'esathlon!!

Ecco i suoi risultati:
100hs 15''20
Giavellotto 16,87m
Lungo 5,56m
Disco 17,19m
Alto 1,53m
1000 3'17''84

Qui potete leggere tutti i risultati:

Ora lo aspetta l'ultima gara della stagione essendo stato convocato dalla provincia di Milano per il Trofeo Dei Laghi grazie al suo personale di 12,19m nel salto triplo

Davvero complimenti!!