Presentazione

Lo Sport è un diritto di tutti. Non è scritto nella Costituzione, della quale, con rispetto, riteniamo sia una carenza, ma lo diciamo noi. I pur lungimiranti Padri della Costituzione non potevano minimamente immaginare che proprio l’attività fisica sarebbe diventata uno dei bisogni dell’umanità.

Nell’emisfero Nord del mondo la più grave carenza non è il cibo, o l’acqua, o la libertà: è la carenza di moto, altrimenti detta sedentarietà.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità – organismo dell’ONU – già all’inizio del terzo millennio aveva inviato una raccomandazione ai Paesi “ricchi” nella quale si afferma che i loro cittadini avevano bisogno di svolgere molta attività fisica per combattere gli effetti della sedentarietà e di altri vizi moderni.

È un motivo per cui riteniamo che lo sport sia un diritto; ma ce ne sono altri: con lo sport si sta insieme, si socializza, si cerca il proprio benessere psicofisico, si prevengono le malattie e ci si libera dallo stress e si realizzano le proprie capacità.

La Nuova Atletica 87 è un’associazione di Sport Cultura e Tempo Libero, che organizza l’attività fisico-sportiva per tutti.

martedì 1 settembre 2015

RIPRESA DELLE ATTIVITÀ




Nuova Atletica 87
Unione Sportiva Milanese

ATLETICA LEGGERA DAL 1° SETTEMBRE 2015
Presso il Centro Sportivo Carraro
via dei Missaglia 146 – Milano
(info 338 4798759: dopo le ore 14,30)

NOTA PRELIMINARE – gli atleti fino a 15 anni sono iscritti alla Nuova Atletica 87, dai 16 anni in poi sono iscritti alla Unione Sportiva Milanese

ATLETICA
L’attività riprende dal 1° settembre dopo la pausa estiva nei seguenti giorni e orari:

Da martedì 1 settembre, dalle ore 17,30  si ricomincia con gli atleti Juniores e Seniores (dai 18 anni in su).

Da mercoledì 2 settembre, dalle ore 17,30  si ricomincia con gli atleti delle categorie Cadetti, Allievi: dai 14 ai 17 anni, femmine e maschi
Si effettua nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì, almeno due volte alla settimana
Ritrovo sul campo re 17,30 inizio attività ore 17,45

Da lunedì 7 settembre, dalle ore 17,30  si ricomincia con gli atleti delle categorie Ragazzi: di 12 e 13 anni, femmine e maschi
Si effettua nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì, almeno due volte alla settimana
Ritrovo sul campo re 17,30 inizio attività ore 17,45

Da martedì 15, dalle ore 17,15, si ricomincia con le categorie Esordienti, che corrispondono ai ragazzi da 6 a 11 anni, femmine e maschi
Si effettua nei giorni di martedì e giovedì con inizio attività alle 17,15


CRossFit Atletico, riprende da martedì 15 settembre
Si effettua dalle ore 18,30 alle 20, nei giorni di martedì e giovedì.
Istruttore: Gabriele Persico  

Formazione Atletica per “teenager”,  da lunedì 14 settembre
Si effettua nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì con ritrovo alle 17,30 e inizio alle 17,45, almeno due volte alla settimana
Istruttore: Marta Gavazzoni

“Run For Fun”: corsa e attività di efficienza fisica generale per adulti, dal lunedì al venerdì, dalle ore 18 alle 20,30. Tutte le informazioni presso la pista di atletica. Una volta alla settimana si effettua il ritrovo sul campo per discutere di programmi di allenamento e partecipazione a gare podistiche
Responsabile: Mario Monfredini (presenza il giovedì, ore 18,30 - 20)

INOLTRE, per chi non può al Carraro nei giorni indicati sopra

Per i bambini di 6, 7, 8 anni (prima, seconda, terza elementare) si organizzano attività di formazione sportiva generale presso la palestra della scuola elementare di via Mincio a Quinto Stampi;

Per i bambini di 9 - 11 anni (quarta e quinta elementare) si organizza avviamento all’atletica presso la palestra della scuola media Curiel a Quinto Stampi.

NUOVI ISCRITTI
Informazioni: sul campo nei giorni e orari delle attività, oppure telefonando al 338 4798759 dopo le ore 14,30

·     Le nuove iscrizioni sono aperte da martedì 1 settembre; addetta alle iscrizioni e’ Francesca

·     Tutte le iscrizioni si accolgono presso la pista di atletica dalle ore 17,30 alle ore 19,30

·     I nuovi iscritti possono effettuare due prove. Successivamente potranno partecipare all’attività se iscritti

·     Ai nuovi iscritti sarà assegnata la maglietta sociale

·     Dalle categorie Cadetti in poi, agli atleti che entreranno a far parte della squadra agonistica saranno assegnate la divisa sociale e la borsa

·     I nuovi iscritti dovranno munirsi di certificato medico. Il certificato deve essere del medico curante fino agli 11 anni; dai 12 anni la visita deve essere effettuata presso un Centro di Medicina dello Sport con modulo di richiesta della società sportiva. Dai 12 ai 18 anni la visita è gratuita

·     Le quote di iscrizione, valide dal momento dell’iscrizione all’ottobre dell’anno successivo, sono le seguenti:

Ø  Atletica, da 6 a 11 anni (scuola elementare), 200 € (350 € in caso di due fratelli); monosettimanale, 150 €

Ø  Atletica dai 12 ai 17 anni, 200 € (350 € in caso di due fratelli);

Ø  Atletica dai 18 anni in poi, 160 €

Ø  CrossFit Atletico, 160 €

Ø  Run For Fun, 100 €

Ø  Genitori che svolgono attività efficienza fisica durante l’attività dei figli, 100 €

PER FAMIGLIE

Per le famiglie dove tutti i componenti praticano attività con la società sono previste delle quote di associazione ridotte


·     Tutti gli iscritti sono tesserati alla Federazione di Atletica Leggera (FIDAL) e hanno copertura assicurativa

Una riflessione partendo da un articolo di Goffredo Parise


La nostra è un'associazione di Sport, Cultura e Tempo Libero.
Pratichiamo lo sport tutti i giorni considerandolo una componente culturale e un diritto dell'uomo. Per tale ragione organizziamo degli incontri di storia dello sport e siamo molto critici nei confronti dello "sport spettacolo", della esasperata ricerca delle prestazioni che porta alluso di mezzi illeciti, dell'agonismo sopra tutti.
Collaboriamo con Legambiente per diffondere una cultura che sia rispettosa della Terra Madre e il 27 settembre organizzeremo "Puliamo il Mondo" nel nostro quartiere.
Ma non basta e affinché la nostra associazione sia promotrice di una cultura dell'umanità vi proporremo piccoli passi di uomini di cultura che ci aiutino ad approfondire il pensiero su noi stessi e sul prossimo.
Grazie all'associazione culturale di Gratosoglio Camerasudmilano, e al suo artefice Nino Romeo, vi proponiamo questa "scossa" di Goffredo Parise.


Questo è un articolo di Goffredo Parise tratto dalla rubrica che lo scrittore tenne sul "Corriere della sera" dal 1974 al 1975. Si trova nell'antologia "Dobbiamo disobbedire", a cura di Silvio Perrella, edita da Adelphi. Questo articolo apparve il 30 giugno 1974, ed è straordinario. Una meraviglia di stile e di pensiero di questo autore sicuramente libero e lontano da ogni appartenenza politica e salottiera. Rappresenta per noi oggi uno schiaffo contro la nostra inerzia.

«Questa volta non risponderò ad personam, parlerò a tutti, in particolare però a quei lettori che mi hanno aspramente rimproverato due mie frasi: «I poveri hanno sempre ragione», scritta alcuni mesi fa, e quest'altra: «il rimedio è la povertà. Tornare indietro? Sì, tornare indietro», scritta nel mio ultimo articolo.
Per la prima volta hanno scritto che sono "un comunista", per la seconda alcuni lettori di sinistra mi accusano di fare il gioco dei ricchi e se la prendono con me per il mio odio per i consumi. Dicono che anche le classi meno abbienti hanno il diritto di "consumare".
Lettori, chiamiamoli così, di destra, usano la seguente logica: senza consumi non c'è produzione, senza produzione disoccupazione e disastro economico. Da una parte e dall'altra, per ragioni demagogiche o pseudo-economiche, tutti sono d'accordo nel dire che il consumo è benessere, e io rispondo loro con il titolo di questo articolo.
Il nostro paese si è abituato a credere di essere (non ad essere) troppo ricco. A tutti i livelli sociali, perché i consumi e gli sprechi livellano e le distinzioni sociali scompaiono, e così il senso più profondo e storico di "classe". Noi non consumiamo soltanto, in modo ossessivo: noi ci comportiamo come degli affamati nevrotici che si gettano sul cibo (i consumi) in modo nauseante. Lo spettacolo dei ristoranti di massa (specie in provincia) è insopportabile. La quantità di cibo è enorme, altro che aumenti dei prezzi. La nostra "ideologia" nazionale, specialmente nel Nord, è fatta di capannoni pieni di gente che si getta sul cibo. La crisi? Dove si vede la crisi? Le botteghe di stracci (abbigliamento) rigurgitano, se la benzina aumentasse fino a mille lire tutti la comprerebbero ugualmente. Si farebbero scioperi per poter pagare la benzina. Tutti i nostri ideali sembrano concentrati nell'acquisto insensato di oggetti e di cibo. Si parla già di accaparrare cibo e vestiti. Questo è oggi la nostra ideologia. E ora veniamo alla povertà.
Povertà non è miseria, come credono i miei obiettori di sinistra. Povertà non è "comunismo", come credono i miei rozzi obiettori di destra.
Povertà è una ideologia, politica ed economica. Povertà è godere di beni minimi e necessari, quali il cibo necessario e non superfluo, il vestiario necessario, la casa necessaria e non superflua. Povertà e necessità nazionale sono i mezzi pubblici di locomozione, necessaria è la salute delle proprie gambe per andare a piedi, superflua è l'automobile, le motociclette, le famose e cretinissime "barche".
Povertà vuol dire, soprattutto, rendersi esattamente conto (anche in senso economico) di ciò che si compra, del rapporto tra la qualità e il prezzo: cioè saper scegliere bene e minuziosamente ciò che si compra perché necessario, conoscere la qualità, la materia di cui sono fatti gli oggetti necessari. Povertà vuol dire rifiutarsi di comprare robaccia, imbrogli, roba che non dura niente e non deve durare niente in omaggio alla sciocca legge della moda e del ricambio dei consumi per mantenere o aumentare la produzione.
Povertà è assaporare (non semplicemente ingurgitare in modo nevroticamente obbediente) un cibo: il pane, l'olio, il pomodoro, la pasta, il vino, che sono i prodotti del nostro paese; imparando a conoscere questi prodotti si impara anche a distinguere gli imbrogli e a protestare, a rifiutare. Povertà significa, insomma, educazione elementare delle cose che ci sono utili e anche dilettevoli alla vita. Moltissime persone non sanno più distinguere la lana dal nylon, il lino dal cotone, il vitello dal manzo, un cretino da un intelligente, un simpatico da un antipatico perché la nostra sola cultura è l'uniformità piatta e fantomatica dei volti e delle voci e del linguaggio televisivi. Tutto il nostro paese, che fu agricolo e artigiano (cioè colto), non sa più distinguere nulla, non ha educazione elementare delle cose perché non ha più povertà.
Il nostro paese compra e basta. Si fida in modo idiota di Carosello(vedi Carosello e poi vai a letto, è la nostra preghiera serale) e non dei propri occhi, della propria mente, del proprio palato, delle proprie mani e del proprio denaro. Il nostra paese è un solo grande mercato di nevrotici tutti uguali, poveri e ricchi, che comprano, comprano, senza conoscere nulla, e poi buttano via e poi ricomprano. Il denaro non è più uno strumento economico, necessario a comprare o a vendere cose utili alla vita, uno strumento da usare con parsimonia e avarizia. No, è qualcosa di astratto e di religioso al tempo stesso, un fine, una investitura, come dire: ho denaro, per comprare roba, come sono bravo, come è riuscita la mia vita, questo denaro deve aumentare, deve cascare dal cielo o dalle banche che fino a ieri lo prestavano in un vortice di mutui (un tempo chiamati debiti) che danno l'illusione della ricchezza e invece sono schiavitù. Il nostro paese è pieno di gente tutta contenta di contrarre debiti perché la lira si svaluta e dunque i debiti costeranno meno col passare degli anni.
Il nostro paese è un'enorme bottega di stracci non necessari (perché sono stracci che vanno di moda), costosissimi e obbligatori. Si mettano bene in testa gli obiettori di sinistra e di destra, gli "etichettati" che etichettano, e che mi scrivono in termini linguistici assolutamente identici, che lo stesso vale per le ideologie. Mai si è avuto tanto spreco di questa parola, ridotta per mancanza di azione ideologica non soltanto a pura fonia, a flatus vocis ma, anche quella, a oggetto di consumo superfluo.
I giovani "comprano" ideologia al mercato degli stracci ideologici così come comprano blue jeans al mercato degli stracci sociologici (cioè per obbligo, per dittatura sociale). I ragazzi non conoscono più niente, non conoscono la qualità delle cose necessarie alla vita perché i loro padri l'hanno voluta disprezzare nell'euforia del benessere. I ragazzi sanno che a una certa età (la loro) esistono obblighi sociali e ideologici a cui, naturalmente, è obbligo obbedire, non importa quale sia la loro "qualità", la loro necessità reale, importa la loro diffusione. Ha ragione Pasolini quando parla di nuovo fascismo senza storia. Esiste, nel nauseante mercato del superfluo, anche lo snobismo ideologico e politico (c'è di tutto, vedi l'estremismo) che viene servito e pubblicizzato come l'élite, come la differenza e differenziazione dal mercato ideologico di massa rappresentato dai partiti tradizionali al governo e all'opposizione. L'obbligo mondano impone la boutiqueideologica e politica, i gruppuscoli, queste cretinerie da Francia 1968, data di nascita del grand marché aux puces ideologico e politico di questi anni. Oggi, i più snob tra questi, sono dei criminali indifferenziati, poveri e disperati figli del consumo.
La povertà è il contrario di tutto questo: è conoscere le cose per necessità. So di cadere in eresia per la massa ovina dei consumatori di tutto dicendo che povertà è anche salute fisica ed espressione di se stessi e libertà e, in una parola, piacere estetico. Comprare un oggetto perché la qualità della sua materia, la sua forma nello spazio, ci emoziona.
Per le ideologie vale la stessa regola. Scegliere una ideologia perché è più bella (oltre che più "corretta", come dice la linguistica del mercato degli stracci linguistici). Anzi, bella perché giusta e giusta perché conosciuta nella sua qualità reale. La divisa dell'Armata Rossa disegnata da Trotzky nel 1917, l'enorme cappotto di lana di pecora grigioverde, spesso come il feltro, con il berretto a punta e la rozza stella di panno rosso cucita a mano in fronte, non soltanto era giusta (allora) e rivoluzionaria e popolare, era anche bella come non lo è stata nessuna divisa militare sovietica. Perché era povera e necessaria. La povertà, infine, si cominci a impararlo, è un segno distintivo infinitamente più ricco, oggi, della ricchezza. Ma non mettiamola sul mercato anche quella, come i blue jeans con le pezze sul sedere che costano un sacco di soldi. Teniamola come un bene personale, una proprietà privata, appunto una ricchezza, un capitale: il solo capitale nazionale che ormai, ne sono profondamente convinto, salverà il nostro paese».
Manca ormai pochissimo agli inizi degli allenamenti!! Nell'attesa vi proponiamo una foto della vacanza all'Alpe Devero che si è svolta quest'estate coi nostri giovani ragazzi (a breve ce ne saranno molte altre!)

 

domenica 12 luglio 2015

STAGIONE SPORTIVA 2014/2015

E con la fine di giugno si è conclusa la stagione sportiva per i nostri giovani atleti (i più grandi sono carichi per scendere ancora in gara); un'ottima annata di allenamenti, gare e pizzate, con i nostri giovani instancabili che non sono mai mancati neanche con la fine della scuola e il caldo dell'estate. Ci teniamo a fare i complimenti a tutti, gli atleti, gli istruttori, il nostro presidente Luciano; stiamo creando le basi per un ottimo futuro e speriamo che ciò che abbiamo visto quest'anno si possa replicare e, perchè no, migliorare l'anno prossimo. Ci vediamo i primi di settembre per la ripresa degli allenamenti!!

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PIZZATA 2015

E con un po' di ritardo ritorniamo a pubblicare sul nostro blog; con la fine dell'anno sportivo dei nostri giovani atleti ci siamo dedicati una bellissima serata di relax e compagnia alla cascina caiella, dove ci siamo gustati un ottimo giropizza e una macedonia con gelato davvero superba. Una serata e una location perfetta, con i nostri giovani atleti e le loro famiglie che hanno potuto vedere con i loro occhi il fine della nostra società, cioè l'unione e il gruppo, che va oltre lo sport